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Salone Internazionale della Ceramica per l'Architettura e dell'Arredobagno
23-27 settembre 2019

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I protagonisti

 

Massimo Imparato

Architetto

Nota biografica

Laureato in architettura a Genova, ha lavorato per lungo tempo al fianco di Giancarlo De Carlo. Alla fine degli anni settanta fonda StudioBau, un laboratorio con il quale ha sviluppato numerosi progetti caraterizzati dalla ricerca di soluzioni per l’interazione tra utenti e spazi, ottenendo riconoscimenti e menzioni, inclusa una selezione per il Compasso d’Oro.
I progetti svolti in ambito pubblico includono il disegno di alcuni waterfront, masterplan e linee guida per contesti interessati da processi di rigenerazione urbana, anche a seguito di eventi eccezionali quali il terremoto in Umbria e nelle Marche alla fine degli anni ’90. Si é occupato di art direction di alcune aziende manufatturiere, per le quali ha disegnato linee di prodotto, spazi espositivi ed installazioni, e di cui curato l’intera catena operativa, inclusa la fase della comunicazione.
Ha insegnato progettazione al Politecnico di Milano, all’università di Trento, il Florence Institute of Design, ed é stato lecturer all’Accademia di Mendrisio; nel 2012 é stato designato Visiting Professor alla American University of Sharjah, e successivamente al Dipartimento di Engineering and Architecture di Canadian University Dubai.
Grazie all’esperienza nel Middle East, nel 2017 fonda UAE Modern, un progetto curatoriale per la creazione di knowledge transfer tra esperti locali e internazionali nel campo dello sviluppo sostenibile (www.uaemodern.org)
Voluto da Mario Cucinella, nel 2018 diventa direttore del programma di studi di SOS – School of Sustainability, il corso postlaurea che integra educazione, ricerca e pratica professionale che lavora a stretto contatto con le aziende con l’obiettivo finale di formare figure professionali nel campo della sostenibilità. Come Direttore ha iniziato il percorso di internazionalizzazione della scuola occupandosi al contempo della gestione del programma, dello sviluppo e del mantenimento del curriculum, della promozione, del rapporto con i consulenti, e del lancio di progetti con i partner di SOS, tra i quali si annoverano, nell’anno in corso: la collaborazione con Eni gas e luce al progetto smarTown, promosso da Interni Magazine per il FuoriSalone di Milano; il progetto per la ONG Amani for Africa per un centro di accoglienza di ragazzi di strada in Zambia; il progetto pilota per nuovi spazi civici collaborativi a Bologna in collaborazione con Fondazione per l’Innovazione Urbana; il progetto per modelli innovativi di accoglienza e il progetto Pollution 2018 promosso da Iris Group per il Cersaie di Bologna, 23 – 28 settembre 2018.

 

Sebastián Irarrázaval

Architetto

Nota biografica

Sebastián Irarrázaval nasce a Santiago del Cile nel 1967. Si laurea in architettura presso l’Università Cattolica del Cile e prosegue la sua formazione nello stesso ambito presso la Architectural Association di Londra. È Professore Ordinario presso la Scuola di Architettura dell’Università Cattolica del Cile ed è stato visiting professor in varie università, tra le quali il Massachusetts Institute of Technology di Boston (MIT) e l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV). Le sue opere sono state esposte in diverse mostre e biennali e il suo lavoro è stato ampiamente pubblicato su riviste specializzate. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali la candidatura all’Architecture Swiss Award (2016) e al Mies Crown Hall Americas Prize (2016), il premio AOA (1999), il premio della Biennale di Architettura del Cile (2008) e della Biennale di Urbanismo e Architettura di Shenzhen & Hong Kong (2012), il WAVE (2014, 2015), l’AZ Award (2016), i Wood Design and Building Awards (2016) e il RIBA International Prize (2016).

 

Toyo Ito

AIA Honorary Fellowship, RIBA Honorary Fellowship, Kumamoto Artpolis Commissioner

Nota biografica
1941  Nasce a Seoul
1965-69 Laurea alla University of Tokyo, Department of Architecture
             Lavora presso lo studio di Kiyonori Kikutake Architects & Associates
             Fonda il suo studio Urban Robot (URBOT) a Tokyo
1979 Cambia il nome del suo studio in Toyo Ito & Associates, Architects

Riconoscimenti e premi
1986  Premio dell’Istituto di Architettura del Giappone (AIJ) per Silver Hut
1992  33° premio Mainichi Arts per il Museo Municipale di Yatsushiro
1998 Premio del Ministero dell’Istruzione per lo stimolo alle arti per la cupola di Odate
1999 Premio della Japan Art Academy per la cupola di Odate
2000 Riceve il titolo di “Accademico” dalla International Academy of Architecture
2000 Il premio per l’architettura in memoria di Arnold W. Brunner dall’Accademia americana delle arti e delle lettere
2001 Grand Prize of Good Design 2001 della Japan Industrial Design Promotion Organization (JIDPO) per la mediateca di Sendai
2002 Leone d’oro alla carriera alla 8a Mostra Internazionale di Architettura NEXT alla Biennale di Venezia
2003  Premio dell’Istituto di Architettura del Giappone (AIJ) per la mediateca di Sendai
2004 XX Premio ADI Compasso d’Oro per Ripples (arredamento di design)
2006 Medaglia d’Oro Reale della Royal Institute of British Architects (RIBA)
        Public Building Award per la mediateca di Sendai
2008 Premio ADI Compasso d’Oro per Stand Horm 2005
        6° Premio Frederick Kiesler per l’architettura e le arti
2009 Medaglia d’oro del Circolo delle belle arti di Madrid
2010 Premio Asahi 2009
        Il 22° Premio mondiale per la cultura in memoria di Sua Maestà Imperiale  il principe Takamatsu
2012 Leone d’oro per la migliore partecipazione nazionale per il padiglione del  Giappone alla 13a Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia
2013 Premio Pritzker per l’architettura

 

Alberto Iacovoni

Direttore Scientifico IED Roma
Nota biografica
Alberto Iacovoni (1966), architetto, è membro fondatore di ma0/emmeazero (www.ma0.it), studio d'architettura la cui attività spazia dagli allestimenti multimediali ed interattivi fino alla progettazione urbana, con cui ottiene numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali, partecipa a mostre tra cui, ad esempio, la X, XI e XII Biennale di Architettura di Venezia. Dal 1999 al 2004 è parte di Stalker/Osservatorio Nomade (www.stalkerlab.it).
Sue opere sono pubblicate sulle più importanti riviste e pubblicazioni di architettura; è autore di Game Zone, playground tra scenari virtuali e realtà (Birkhauser 2003; Edilstampa 2005), di Playscape, pubblicato nel 2010 per i tipi di Libria, e con ma0 di Borderlines (Damdi 2008), monografia dedicata all'attività dello studio.
Ha svolto attività didattica in varie università ed istituti di formazione, quali l’Istituto Nazionale di Architettura, Interaction Design Institute Ivrea, NABA a Milano, Cornell in Rome.
Attualmente è Direttore Scientifico presso la sede romana dell'Istituto Europeo di Design (www.ied.it), il network internazionale di formazione al Design, dopo aver svolto il ruolo di Direttore dal 2009 al 2012.
 

Vittorio Iervese

Docente di Sociologia dei processi culturali e Teoria e metodi della promozione culturale, Università di Modena e Reggio Emilia
Insegna Sociologia dei processi culturali e Teoria e metodi della promozione culturale all’Università di Modena e Reggio Emilia. Si occupa di progettazione culturale in contesti di migrazione e di cooperazione internazionale.
 

Carlo Infrante

Libero Docente Performing Media
Carlo Infante è libero docente di "Performing Media" nelle Università, Accademie e altre agenzie formative che tendono ad interpretare l'innovazione attraverso l'uso sociale e culturale dei nuovi media. Ha diretto, negli anni Ottanta, festival come "Scenari dell'Immateriale" a Narni ed è stato autore di trasmissioni radiofoniche su Radio1 e Radio3, e programmi televisivi come "Mediamente.scuola" su RAI3 e "Salva con Nome" su RAInews24 (nel 2009).
Ha inoltre curato molteplici progetti sulle modificazioni culturali e antropologiche dettate dall'evoluzione tecnologica. Autore, tra l'altro, di "Imparare giocando. L'interattività tra teatro e ipermedia" (Bollati Boringhieri,2000), "Performing Media. La nuova spettacolarità della comunicazione interattiva e mobile" (Novecentolibri, 2004), "Performing Media 1.1 Politica e poetica delle reti" (Memori, 2006) e di molti altri saggi e articoli per diverse testate (tra cui NOVA-Sole24ore).
 

Fulvio Irace

Architetto e Docente di Storia dell'Architettura Politecnico di Milano
Nota biografica
Fulvio Irace è Professore Ordinario di “Storia dell’Architettura” presso il Politecnico di Milano dove occupa la cattedra di Storia dell’Architettura Contemporanea presso la Facoltà di Architettura Civile e la Facoltà di Design, Visiting Professor presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio, membro del Collegio dei Docenti del corso di Dottorato in “Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica” del Politecnico di Torino.
Fa parte del Comitato Scientifico della Fondazione Vico Magistretti ed è nel board of trustees della Fondazione Piano.
Nel 2008-2009 è stato membro della giuria del Mies Van Der Rohe European Prize.
Dal 2005 al 2009 è stato membro del Comitato Scientifico della Triennale di Milano e curatore del settore Architettura e Territorio.
Tra i fondatori dell’associazione nazionale AAI ( Archivi di Architettura Italia) è tra i promotori della sezione “Architettura e Design” del CASVA ( Centro Alti Studi e Valorizzazione delle Arti) del Comune di Milano.
Redattore per l’architettura di “Domus” e “Abitare”, ha collaborato con le principali riviste di settore nazionali e internazionali, ricevendo nel 2005 il premio Inarch Bruno Zevi alla critica d’architettura. Dal 1986 è opinionista d’architettura per il supplemento domenicale de “Il Sole 24 Ore”.
Attento alle problematiche storiografiche dell'architettura italiana tra le due guerre, cui ha dedicato l'impegno di diverse mostre e libri, in tempi più recenti, il suo studio si è concentrato sull’architettura italiana contemporanea e sulla figura di Renzo Piano, oggetto di numerose monografie e di un’importante mostra alla Triennale di Milano.
Nel campo della critica e della metodologia storica è autore di: “Dimenticare Vitruvio”, 2001 e 2008; “Le città visibili: Renzo Piano” 2006; “Divina Proporzione”, 2007; “Gio Ponti.”, 2009.
Numerose le mostre di architettura da lui curate.
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