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I protagonisti

 

Davide Bandera

Architetto

Nota biografica

Lavora In Mapei dal 01 Giugno 1998 nell’ambito dell’assistenza tecnica in cantiere, sia per l’Italia che per l’estero del settore edilizia, con particolare riferimento ai sistemi di risanamento di edifici esistenti, anche di pregio storico ed artistico, sotto tutela delle soprintendenze belle arti e paesaggio.
Dal 2006 riveste il ruolo di Product Manager della linea risanamento di edifici in muratura.
Competenze: conoscenza dei sistemi edilizi, con particolare attenzione alle problematiche di durabilita’ ed eco-sostenibilita’, nonche’ eco-compatibilita’ e comfort abitativo.
Esperienza comprovata sia nell’analisi dei principali fenomeni di degrado dei materiali da costruzione che affliggono le strutture esistenti, che nella prevenzione del degrado in sede di progetto.
Conoscenza delle piu’ avanzate tecniche-tecnologie, nonche’ sistemi di consolidamento, risanamento e restauro conservativo di edifici esistenti, sia in calcestruzzo che muratura, anche di particolare pregio storico ed artistico.
Gestione di rapporti sia con prescrittori-progettisti pubblici e privati, che con imprese di restauro specializzate, sia a livello nazionale che estero.
Relatore in numerosi convegni e seminari monotematici nazionali.
Autore e co-autore di numerosi articoli e pubblicazioni su stampa specializzata del settore.

 

Giampaolo Benedini

Architetto e designer

Nota biografica

Ancor prima di laurearsi in architettura al Politecnico di Milano, da studente Giampaolo Benedini collabora con produttori di imbottiti e di mobili. Matura anche esperienza gestionale amministrativa in una società meccanica che produce filiere per tubi.
Dopo la laurea inizia l'attività progettuale edile sia per costruzioni civili che industriali, intensificando contemporaneamente il design di prodotti d'arredo, per uffici direzionali e operativi, mobili e sedute. La stretta collaborazione con aziende di quel settore consente di approfondire tecnologie produttive diversificate, dal legno alle pressofusioni ed estrusioni di alluminio (con alcuni brevetti legati alla componibilità delle strutture di tavoli, scrivanie e poltrone) allo stampaggio delle materie plastiche. Nello stesso periodo, dopo averla fondata, diventa e rimane fino al 2010 referente principale del design di Agape azienda per la quale ha disegnato centinaia di prodotti alcuni dei quali resistono a catalogo da più di trent’anni.
Ampliando le collaborazioni e rimanendo nell’ambito bagno progetti con Rubinetterie Fantini e più recentemente con Stella mentre uscendo dal settore vengono attualizzati e industrializzati tutti disegni di Angelo Mangiarotti, vengono progettate cucine, luci, superfici ceramiche sino ad affrontare il settore dell'automotive con Bugatti Automobili e Lotus, motociclistico con Aprilia e Moto Guzzi. A fianco del design viene sviluppata la progettazione di allestimenti sia commerciali che culturali per mostre di valenza internazionali spaziando in campi diversi quali per esempio “Ritratto di Una Collezione” nel 2005, su “Andrea Mantegna” nel 2006, “Jan Prouvet” nel 2007, “Mangiarotti Architetto, Designer, Scultore” nel 2009 e “Quando Scatta Nuvolari” sempre nello stesso anno. E “Abitare Gonzaga” nel 2016
Numerosi riconoscimenti internazionali di critica con prodotti per la Selezione del Compasso d'Oro Adi, per il Good Design Awards del Chicago Atheneum, per il Design Plus ISH e altri ancora.
La progettazione edile, mai interrotta ha affrontato ristrutturazioni, restauri e nuove costruzioni prevalentemente a Mantova. Alcuni progetti di case prefabbricate esposte ad Abitare il Tempo
Fondatore di una lista civica con una breve esperienza come assessore alle opere pubbliche nella propria città.

 

Gilda Bojardi

Direttore responsabile della rivista Interni

Nota biografica

Dal 1994 è direttore responsabile della rivista Interni (Mondadori) e di tutte le pubblicazioni del sistema Interni: le monografie Annual (Cucina, Bagno, Contract); Interni Panorama; la guida Design Index; le guide FuoriSalone; il KingSize e il sito www.internimagazine.it.
Come curatrice, crea e organizza eventi e mostre in vari Paesi. Ha ideato nel 1990 il FuoriSalone, la Design Week che anima oggi la città di Milano ogni anno nel mese di aprile
con oltre mille eventi. Nel 2007 ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro dal Comune di Milano
per l’ideazione del FuoriSalone e nel 2014 il Premio ITA Italian Talent Award
dalla Camera dei Deputati di Roma.

 

Dante O. Benini

Architetto

Nota biografica

Allievo di Scarpa e Niemeyer, Dante Oscar Benini ha progettato e costruito in tutto il mondo e collaborato a progetti con Frank O. Ghery, Richard Meier, Arup, Daniel Libeskind.
E’ iscritto all’Ordine degli Architetti di Roma ed è membro nel Regno Unito del RIBA (Royal Institute of British Architects) e ARB (Architects Registration Board)
Nel 1997 ha fondato “Dante O. Benini & Partners Architects” che guida come Leader Partner e Chairman insieme a Luca Gonzo, Senior Partner e Managing Director.
Con uffici a Milano e a Monaco lo Studio è attivo con i diversi dipartimenti nel campo della progettazione architettonica, pianificazione urbana, architettura d’interni, design e design nautico, con uno staff di circa 60 persone, qui nascono progetti di interi quartieri urbani e sedi di grandi gruppi, laboratori industriali e spazi commerciali, fino a club esclusivi, case, yacht e pezzi di design, in tutto il mondo.
Ogni progetto viene concepito sulle basi di sostenibilità tecnica economica e ambientale e propone una Architettura di qualità dove l’attenzione e la cura del dettaglio è principio.
Lo studio ha ricevuto numerosi premi e menzioni (l’ultimo è il Premio Best Litghting al Boat International Design & Innovation Awards 2018), conseguito vittorie e classificazioni in concorsi internazionali e tiene seminari e conferenze in Italia e all’estero.
Sulle opere dello Studio vi sono numerose pubblicazioni ed hanno scritto, tra gli altri, Bruno Zevi, Cesare De seta, Cesare Casati, Ada Francesca Marcianò, Renato Pedio, Roberto Guiducci, Giampiero Bosoni, Maurizio Vitta, Luigi Prestinenza Puglisi.

 

Armando Bruno

Nota biografica

E’ attualmente socio e CEO dello Studio Marco Piva, una realtà di progettazione architettonica, di interior e di product design con circa 50 collaboratori a Milano e con sedi a Mosca, San Pietroburgo, Abu Dhabi, Dubai, Mumbai, Pechino e Shaghai.
Tra le diverse attività di architetto, interior designer e product design svolge attività di docenza presso il Politecnico di Milano, SPD Scuola Politecnica di Design, Tongji University_Shanghai, Shenzhen University_Shenzhen Tsinghua University_Shenzhen, Barreira A+D_Valencia JURIES e collabora con SDA Bocconi e altre università internazionali.
E’ stato membro di diverse giurie Edilportale Living-box 2006 Premio all’unità abitativa del Futuro, Edilportale Marketing Awards 2008/9/10/11 Premio nella comunicazione e nel marketing in Edilizia e Architettura, AIPi 4° Concorso Internazionale per Interior Designers 2012 e coordina il premio Yang&Design dal 2015.
Ha collaborato con alcuni fashion brand come Aspesi, Bvlgari, Jil Sander, Larusmiani, Maison Martin Margiela e MSGM ed è stato fondatore e curatore artistico della galleria Spaziootto di Milano.

 

Fiorella Baserga

CEO di Gigapublishing

Nota biografica

Fiorella Baserga, CEO di Gigapublishing, casa editrice multimediale che pubblica riviste specializzate nel design, contract, giardinaggio, food; e implementa siti web dedicati a questi settori; è il direttore di SUITE la rivista di riferimento in Italia, da quasi 30 anni, per l'hotellerie di alto profilo, racconta l'evoluzione e le tendenze nel mondo del contract e analizza le strategie di sviluppo del settore.
Nei primi anni 2000 ha incominciato a interessarsi al mondo delle SPA e del benessere in generale e ha curato diverse edizioni della "Guida al Benessere" una directory fondamentale per tutti coloro che, a diversi livelli, desideravano avvicinarsi al mondo del benessere. Oggi la guida vive e continua il suo percorso informativo sul portale www.spachoice.com.
Con la sorella Gisella ha fondato nel 2008 Fondazione Gaetano Bertini onlus no profit che si occupa di inclusione sociale di ragazzi con disagio psichico attraverso corsi di cucina e giardinaggio.

 

Sandra Barclay

Architetto

Nota biografica

Nata nel 1967 a Lima, Perù. Il suo percorso di studio in architettura si è svolto tra Lima e Parigi. Ha una laurea magistrale in Paesaggio e Territorio conseguita presso la UDP, Cile.
Attualmente insegna alla Pontificia Università Cattolica del Perù e in passato è stata nel corpo docente dell’Università di Architettura Paris-La Villette (2006).
La testata londinese Architectural Review le ha conferito il premio Woman in Architecture 2018.
Nel 2000 è stata nominata membro della Fulbright Foundation e dell’Accademia Francese di Architettura.
Nel 2016, insieme a J. P. Crousse, è stata curatrice del Padiglione del Perù alla XV edizione della Biennale di Venezia, ottenendo la menzione speciale della giuria.

 

Emanuele Bonetti

progettista grafico

Nota biografica
Emanuele Bonetti co-fondatore, con Loredana Bontempi, dello studio di design della comunicazione Parcodiyellostone specializzato in web design e brand identity con sede a Milano. Laureato nel 2007 presso il Politecnico di Milano in design della comunicazione, dopo alcune esperienze professionali tra Milano, Oslo e Londra e dopo aver conseguito il Master di specializzazione in Networked Media, presso il Piet Zwart Institute di Rotterdam, nel settembre 2010 torna a Milano per fondare lo studio. Come Parcodiyellowstone affianca l’attività professionale tradizionale, alla ricerca e all’insegnamento. Negli ultimi anni è stato ospite e docente di diverse scuole – CFP Bauer, NABA, Accademia di Brera, Accademia Santa Giulia, Politecnico di Milano e Willem de Kooning Academie. La ricerca e l’attività del Parcodiyellowstone si fondano sulla grande curiosità per le nuove tecnologie e per le dinamiche sociali ad esse legate, con un occhio di riguardo per l’etica del design e la filosofia open source. (http://parcodiyellowstone.it/about/)

 

Irene Bacchi

progettista grafico

Nota biografica
Irene Bacchi è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Urbino e laureata all’Università Iuav di Venezia con una tesi di recupero storico e analisi della casa editrice La Nuova Foglio e il lavoro grafico di Magdalo Mussio. Collabora dal 2009 con Leonardo Sonnoli, presso lo studio Tassinari/Vetta, lavorando a progetti per lo Château des Versailles, lo Iuav di Venezia, lo Studio Giulio Iacchetti, Palazzo Grassi e Artissima. È stata selezionata nel 2012 al 23° Festival International de l’Affiche et du Graphisme de Chaumont, nell’Aiap Women in Design Award e nell’Adi Design Index 2013 e 2015. Nel 2009 è stata premiata al concorso di animazione del D&AD awards, nel 2014 il progetto Convention Bureau della Riviera di Rimini a cui collabora, riceve la Menzione d’onore del Compasso d’Oro ADI e il volume Twenty-five years Tonelli design è premiato con l’Excellence award al Tokyo Director Club. Nel 2016 firma il progetto grafico della nona edizione W. Women in Italian Design al Design Museum della Triennale di Milano, a cura di Silvana Annicchiarico. Attualmente è docente all’Isia di Urbino. www.irenebacchi.com

 

Markus Bader

Architetto

STUDIO DI ARCHITETTURA SPERIMENTALE

C’era una volta una società convinta che il futuro avrebbe portato condizioni di vita migliori per tutti.
C’erano persone, pensatori utopici, che ragionavano sulle grandi problematiche della città. Oggi quel che rimane è una sensazione, in parte desiderio, in parte malinconia, ricordo di quegli architetti che volevano vivere in una società migliore e avevano sognato posti migliori. Ora quell’epoca è finita. È qui che inizia il nostro lavoro.
raumlaborberlin è un network, siamo un gruppo composto da 8 architetti qualificati, ci siamo associati e lavoriamo in una struttura collaborativa. Il nostro lavoro combina architettura, urbanistica, arte e intervento urbano. Ci occupiamo di rinnovamento della città e degli spazi urbani intesi come processo. Gli spazi urbani difficili ci attraggono. Quei luoghi che restano sospesi a metà tra sistemi, periodi storici o ideologie di pianificazione diverse, e che non riescono ad adattarsi. Luoghi abbandonati, marginalizzati o in transizione, che rivestono un’importanza particolare per i processi di trasformazione urbana. Questi luoghi sono i nostri laboratori di sperimentazione. Offrono del potenziale non ancora sfruttato, che noi cerchiamo di attivare. Così si aprono nuove prospettive per modalità d’uso alternative, ideali collettivi e diversità urbana.
Per i nostri progetti formiamo team ad hoc, coinvolgendo esperti di diverse discipline. A loro volta, anche i residenti sono degli specialisti. Nessuno conosce meglio le problematiche delle aree urbane di chi ha a che fare con quei luoghi quotidianamente. Per questo possiamo trarre informazioni preziose dalla storia, le paure, i desideri, i bisogni esistenziali, ma anche i difetti che esistono e formano come una rete invisibile che aleggia su ogni situazione spaziale. Incoraggiamo proficue collaborazioni tra i residenti e gli esperti esterni, così scopriamo nuove aree d’intervento, si aprono di fronte a noi nuovi ambiti di sperimentazione, in cui testiamo ed esaminiamo insieme le diverse possibilità che si presentano.
Noi la chiamiamo “progettazione basata sulla ricerca”. Ci impegniamo a trattare ogni luogo singolarmente, in un rapporto 1 a 1, sfruttando ciò che troviamo nelle condizioni del sito. Durante questo processo, impariamo di più sul sito di ricerca grazie alla progettazione attiva e troviamo nuovi metodi che si prestano a essere adottati per aggiornare quelli già esistenti. Noi non risolviamo i problemi, piuttosto lanciamo processi che permettono alle parti in causa di conoscere, comprendere e fruire la città e le sue dinamiche, e di cogliere le sue possibilità.
Un'architettura che rende possibile il connubio tra spazio ed esperienza individuale ci permette di scoprire nuove qualità e fa sì che nuove immagini della città si formino nelle menti dei suoi utenti. Nuove scelte e possibilità si stagliano all’orizzonte di luoghi o edifici, in cui nulla sembrava possibile prima, perché apparivano definiti, erano stati abbandonati o semplicemente dimenticati.
Esempi di questa pratica sono progetti come Der Berg (2005), un’installazione spaziale nell’ex Palazzo della Repubblica di Berlino; Eichbaumoper (2009), un laboratorio urbano per la riattivazione di un nodo di transito trascurato in uno spazio pubblico; Moderato Cantabile (2008), un centro fieristico a Graz, oppure ancora Open House (2010), un villaggio verticale costruito come generatore per una società aperta nella Corea del Sud; The KNOT (2010), un laboratorio di produzione artistica, confronto e presentazioni in uno spazio pubblico.
Considerata l’urbanistica a livello astratto, noi ci siamo specializzati nella pianificazione generale dinamica. Il nostro approccio principale consiste nell’attivazione degli spazi attraverso il loro uso. L’utilizzo poliedrico degli spazi pubblici è inteso come forza motrice per lo sviluppo di quartieri vivaci, contemporanei e versatili. Proviamo a inventare nuove applicazioni a misura di utente e coinvolgere i residenti il prima possibile durante i processi di trasformazione.
Tra i progetti urbanistici citiamo Kolorado Neustadt (2003-2006), scenari per una nuova diversità urbana a Halle-Neustadt, città in forte calo demografico; Rahmenplanung Dachauer Str. a Monaco (2009), o Aktivierende Stadtentwicklung Flughafen Tempelhof di Berlino (2007-2008) e la collaborazione per il concept di un IBA Berlin 2020 (2011).

raumlaborberlin lavora anche nel campo degli interventi urbani. Trasformiamo gli spazi urbani in qualcosa di completamente diverso, lontano da ogni aspettativa e immaginazione. Trasferiamo racconti programmatici negli spazi urbani, installiamo nuove atmosfere e creiamo una sensazione di nuovo potenziale. Grazie alla collaborazione tra residenti e esperti di diverse discipline creative, è possibile scoprire nuovi campi d’azione, che sperimentiamo e proiettiamo verso il futuro.
Esempi di questo approccio sono il Kitchenmonument (dal 2006), un monumento mobile e flessibile che promuove la creazione di comunità temporanee a Duisburg, Liverpool, Varsavia, Monaco, Berlino o Eindhoven; il progetto Hotel Neustadt (2003), un festival teatrale a Halle/Saale; e ancora Eichbaumoper (2009), un maestoso teatro dell’opera sorto in uno spazio pubblico degradato nei pressi dell’autostrada A40 tra Mülheim e Essen.
L’architettura è un laboratorio sperimentale, che per un momento si lega al lavoro partecipativo nelle aree urbane. L’architettura non è intesa come oggetto, quanto piuttosto come storia, un capitolo della storia di un certo luogo. Siamo architetti e artisti, ma ci sentiamo anche attivisti, perché operiamo all’interno della città. L’architettura è uno strumento prestato alla ricerca di una città ricca di possibilità, la città del futuro!

 

Solano Benitez

Architetto

Nota biografica

Solano Benítez è nato ad Asunción, in Paraguay, nel 1963. Laureato in Architettura all’Universidad Nacional de Asunción (FAUNA) nel 1986, nel 1987 ha fondato il Gabinete de Arquitectura, lo studio professionale che attualmente condivide con Alberto Marinoni e Gloria Cabral.
Benítez vanta, tra i premi ricevuti, il riconoscimento “Joven sobresaliente” della Cámara Junior de Paraguay per il suo contributo alla cultura paraguayana; il “BSI Swiss Architectural Award”, premio internazionale assegnato ad architetti under 50 che abbiano dato un significativo contributo all’architettura contemporanea (2008) e una menzione d’onore del Congreso Nacional Paraguayo per il contributo dato alla nazione (2014). È stato inoltre eletto “Arquitecto del Bicentenario” dalla Asociación Paraguaya de Arquitectos (2011) e membro onorario dell’American Insitute of Architects (2012).
Il Gabinete de Arquitecura ha ricevuto, tra gli altri, il premio “Obra de la Década 1989-1999” del Colegio de Arquitectos de Paraguay (1999) ed è stato anche finalista nella seconda edizione del Premio Mies van der Rohe per l’America Latina (1999). Ha inoltre rappresentato il Paraguay alla Biennale di Venezia, di San Paolo e a Lisbona, capitale iberoamericana della cultura (1994). Nel 2016 Gabinete de Arquitectura ha vinto il Leone d'oro come migliore partecipante alla Biennale di Architettura di Venezia diretta da Alejandro Aravena.

Opere principali
Complesso turístico a Ytú (Paraguay), 1997-1998 (opera finalista del “Premio Mies van der Rohe per l’architettura latinoamericana”);
Tomba a Priribebuy (Paraguay), 2000-2001
Sede Unilever Villa Elisa (Paraguay), 2000- 2001
Casa Esmeraldina, Asunción (Paraguay), 2002
Casa Fanego, Asunción (Paraguay), 2003 (con Sergio Fanego)
Casa Abu & Font, Asunción (Paraguay), 2005-2006
Casa Las Anitas, San Pedro (Paraguay) 2007-2008
Edificio Alambra, San Lorenzo (Paraguay), in corso d’opera.

 

Fabrizio Batoni

Architetto

Nota biografica

Si laurea in architettura all’Università di Firenze e dopo aver maturato varie esperienze nel mondo del design e dell’architettura, apre, nel 1997, il suo studio a Colle di Val d’Elsa. Qui inizia le prime importanti collaborazioni nel mondo del design e i primi lavori di architettura, collaborando con diverse aziende nell’ambito dell’arredo bagno e dell’arredamento. Ha vinto il premio Design Plus con Monolite di Brandoni, l’Interior Innovation Award 2014 con il Tavolo Vela della Resol, ed ha ottenuto una selezione per il Compasso d’Oro. Oggi, dopo aver acquisito esperienza e metodologia nel corso degli anni, trovano spazio nella sua progettazione diverse competenze, che spaziano dal design del prodotto, all’interior fino all’architettura, tenendo sempre un occhio puntato alle esigenze dell’uomo e all’ambiente che lo circonda.

 

Nadir Bonaccorso

Architetto

Nota biografica

Nadir Bonaccorso nasce a Milano nel 1967. Si laurea presso il Politecnico di Milano, Facoltaì d'Architettura nel 1993. Collabora a Lisbona presso lo studio dell'Architetto JoaÞo Luis Carrilho da Graça dal 1993 al 1996. Nel 1997 apre lo studio (nbAA) a Lisbona. Lavora nell'integrazione delle tecniche solari passive negli edifici, nella concezione di spazi abitabili e sostenibili, estendendo la sua area di interessi alla ricerca, applicata ai concorsi. Attualmente in Brasile per sviluppare il suo dottoramento, iniziato nell'Universitá di Evora, com il tema  “ plug-in, infraestrutura per costruzione di bassa altura in clima tropicale” e come Professore Invitato presso l'Universitá di Architettura INTA a Sobral.

 

Riccardo Blumer

Architetto

Nota biografica

Compie i suoi studi di architettura al Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1982. Dal 1983 al 1988 lavora presso lo studio dell’architetto Mario Botta, a Lugano. Da allora svolge la sua attività di architetto e designer collaborando con aziende quali Alias, Artemide, Desalto, Poliform, Ycami, B&B e Flou e progettando interni pubblici e privati tra cui quelli del Teatro alla Scala di Milano e allestimenti per esposizioni anche alla Triennale di Milano e al Musèe du Président Jacques Chirac. Nel 1997 vince il premio “Design Preis Schweiz” e nel 1998 il “Compasso d’Oro”. Come architetto realizza edifici residenziali, terziari e industriali. Attualmente anche in questo campo come nel design si sta concentrando su questioni di tipo strutturale attraverso la minimizzazione delle parti, oltre agli insegnamenti di progettazione architettonica e design presso l’USI - Accademia di Architettura di Mendrisio, di design presso l’IUAV-RSM di S. Marino e NABA di Milano, architettura d’interni presso l’ISAID di Vicenza, seminari e workshop. Si occupa di metodologia della ricerca indirizzata agli aspetti creativi in cui ha elaborato gli Esercizi Fisici di Design ed Architettura, che sta portando in numerose conferenze per enti pubblici e privati.
Nel 2010 le sue sedie laleggera per Alias e Entronauta per Desalto sono state inserite nella collezione permanente del MoMA di New York. 

 

Irene Bell

Responsabile laboratorio ceramiche Glasgow School of Art
Nota biografica
Irene Bell è coordinatrice della didattica e insegnante presso la Glasgow School of Art. Dopo aver conseguito la laurea in Arti Ceramiche presso la GSA nel 1983, ha lavorato in ambito industriale per un breve periodo, dove ha progettato piastrelle per il mercato internazionale e creato una gamma di prodotti di marca destinati ai ristoranti. Ha lavorato come libera professionista per 12 anni, realizzando lavori da esposizione e su commissione. Per questo motivo ha collaborato con architetti per alcuni progetti come il Katherine Hamnet Shop in Princes Square, a Glasgow e un progetto residenziale a Tokyo che le è valso un premio; inoltre ha realizzato una personale collezione di ceramiche, che ha esposto estensivamente nel suo paese d’origine e all’estero. Il suo interesse nella materia come realizzatrice, ricercatrice e insegnante l’ha condotta in Islanda, Ungheria e negli Stati Uniti per esporre e partecipare a scambi d’idee interculturali in riferimento agli sviluppi nell’ambito dell’istruzione e nell’industria ceramica. Attualmente è attiva nel campo dell’istruzione, dove ricopre il ruolo di coordinatrice del primo anno di discipline del Design e dell’insieme dei programmi delle lauree specialistiche in Design Innovation e Environmental Design Programme. Dopo la cessazione del corso di studi in arti ceramiche come percorso dedicato nell’istruzione superiore scozzese, Irene Bell ha diversificato le attività per operare nelle materie legate al design applicando esperienza e conoscenza ad ambiti emergenti come il Design Innovation.
Irene Bell può essere contattata scrivendo a i.bell@gsa.ac.uk
 

Francesco Bergomi

Confindustria Ceramica
54 anni, dirigente di Confindustria Ceramica, si occupa di formazione e di sicurezza.
Direttore di Federceramica (Milano) dal 1998 al 2006, attualmente è Presidente dell’ENCS (Ente nazionale della ceramica e dei silicati) e del CEN/TC 163 (norme tecniche per apparecchi sanitari).
 

Jan Boersema

Docente a Vrije Universiteit di Amsterdam
Il dott. prof. Jan J. Boersema (1947) ha seguito una formazione accademica come biologo con specializzazione in etologia presso l’Università di Groningen, dove ha anche tenuto lezioni pubbliche su biologia e scienze ambientali. Detiene una laurea in teologia conseguita con una tesi intitolata The Torah and the Stoics on Mankind and Nature [La torah e gli stoici sull’umanità e sulla natura] (edizione in lingua inglese pubblicata da Brill, Leiden, 2001). Nel 1994 è diventato lettore di scienza e filosofia dell’ambiente presso l’Università di Leiden e, allo stesso tempo, segretario generale del Comitato per l’Ambiente presso il Ministero degli Alloggi, Pianificazione degli Spazi e Ambiente. All’interno di quel Ministero è diventato cofondatore e membro di Forum, un comitato di esperti attivo a cavallo tra il 1999 e il 2002. Nel 2002 è stato nominato docente speciale e nel 2005 docente ordinario presso la Libera Università di Amsterdam dove opera in pianta stabile all’interno dell’IVM (l’istituto di studi ambientali). La sua conferenza inaugurale intitolata Hoe Groen is het Goede Leven (Com’è verde la vita sana), nella quale sviluppava una nuova teoria sulla storia ecologica dell’Isola di Pasqua, è stata tenuta nell’ottobre 2002. Attualmente le sue attività di ricerca si concentrano sul rapporto che collega tra loro sostenibilità, natura, cultura, visione del mondo e religione. Il titolo abbreviato è “Quanto è verde il progresso?”. Le sue pubblicazioni coprono un’ampia gamma di argomenti di carattere ambientale. Con Wim Zweers ha curato Ecology, Technology and Culture [Ecologia, tecnologia, cultura] (White Horse Press, Cambridge 1994). È stato il curatore principale di due libri di testo di scienza ambientale: Basisboek Milieukunde [Manuale ambientale di base] (Boom, Amsterdam 1984, 1992) e Principles of Environmental Sciences [Principi di scienza ambientale] (Springer Publishers, 2009). Dal 2003 è caporedattore di Environmental Sciences.
Nel 2009-2010 è stato insignito del titolo di visiting fellow presso il St Edmunds College dell’Università di Cambridge (Regno Unito).
 

Mario Botta

Architetto
Nato il 1 aprile 1943 a Mendrisio, Ticino. Dopo un periodo d’apprendistato a Lugano, frequenta il liceo artistico di Milano e prosegue i suoi studi all'Istituto Universitario d'Architettura di Venezia, dove si laurea nel 1969 con i relatori Carlo Scarpa e Giuseppe Mazzariol. Durante il periodo trascorso a Venezia, ha occasione di incontrare e lavorare per Le Corbusier e Louis I. Kahn. Nel 1970 apre il proprio studio a Lugano e, da allora, svolge un'importante attività didattica, tenendo conferenze, seminari e corsi presso scuole d'architettura in Europa, in Asia, negli Stati Uniti e in America Latina. Nel 1976 è nominato professore invitato presso il Politecnico di Losanna e nel 1987 presso la Yale school of Architecture a New Haven, USA. Dal 1983 è nominato professore titolare delle Scuole Politecniche Svizzere, dal 1982 al 1987 è stato membro della Commissione Federale Svizzera delle Belle Arti.
Dalle case unifamiliari in Canton Ticino il suo lavoro ha abbracciato tutte le tipologie edilizie: scuole, banche, edifici amministrativi, biblioteche, musei ed edifici del sacro.
Nel corso degli ultimi anni si è impegnato come ideatore e fondatore della nuova Accademia di architettura di Mendrisio, dove tuttora insegna e dove ha ricoperto l’incarico di direttore per l’anno accademico 2002/03.
Il suo lavoro è stato premiato con importanti riconoscimenti internazionali (tra i quali il Merit Award for Excellence in Design by the AIA per il MOMA, museo d'arte moderna a San Francisco) e numerose sono le mostre dedicate alla sua ricerca.
Tra le sue opere meritano di essere ricordate: il teatro e casa per la cultura a Chambéry (Francia); la mediateca a Villeurbanne (Francia); il MOMA museo d’arte moderna a San Francisco (USA); la cattedrale della resurrezione a Evry (Francia); il museo Jean Tinguely a Basilea (Svizzera); la sinagoga Cymbalista e centro dell’eredità ebraica a Tel Aviv (Israele); la biblioteca municipale a Dortmund (Germania); il centro Dürrenmatt a Neuchâtel (Svizzera); il MART museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (Italia); la torre Kyobo e il museo Leeum a Seoul (Corea del Sud); gli edifici amministrativi della Tata Consultancy Services a Nuova Delhi e Hyderabad (India); il museo e biblioteca Fondation Bodmer, Cologny (Svizzera); la chiesa Papa Giovanni XXIII a Seriate (Italia); la ristrutturazione del Teatro alla Scala di Milano (Italia); la chiesa del Santo Volto, Torino (Italia); il centro benessere Tschuggen Berg Oase, Arosa (Svizzera); la cantina Château Faugères a Saint Emilion (Francia) e il museo Bechtler a Charlotte (USA).
 

James Biber

LEED AP, Pentagram
James Biber pratica architettura in ambienti multidisciplinari da oltre 25 anni. Formatosi prima come biologo e quindi come architetto, per ampliare la nozione dell’architettura James si è circondato di svariati pensatori provenienti da campi diversi. La sua opera verte attorno alla convinzione che l’architettura, come espressione di identità, sia inseparabile dal proprio linguaggio costituito da forma e tettonica. Il risultato è un’architettura strettamente legata al contesto di appartenenza, sia esso fisico, culturale o metaforico.
Projects Biber ha creato un’ampia gamma di realizzazioni, dalle residenze sul lungomare di Hamptons a un museo per l’iconica fabbrica di motociclette Harley-Davidson. Nell’elenco non mancano ristoranti, sale espositive, negozi al dettaglio, scuole, mostre, paesaggi urbani e progetti urbanistici che spaziano per l’intera gamma del mercato statunitense. Tra i clienti attuali dello studio ricordiamo l’Edward M. Kennedy Institute for the United States Senate a Boston, il Koch Institute for Integrative Cancer Research presso il MIT, Interface FLOR, il Fashion Center di New York City e Harrah’s Entertainment di Las Vegas.
Le opere di Biber sono state premiate da diverse riviste e organizzazioni di design e sono state diffusamente divulgate dalla stampa Usa e da quella mondiale.
James collabora da 19 anni con Pentagram in qualità di socio.
Il 10 ottobre, a New York, inaugurerà il suo nuovo studio: Biber Architects.
 

Claudio Baraldi

Presidente Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Modena e Reggio Emilia
Insegna Sistemi sociali e culture della comunicazione e Sociologia dei conflitti interculturali all’Università di Modena e Reggio Emilia, dove è attualmente preside della Facoltà di Lettere e Filosofia. Si occupa di comunicazione interculturale, dialogo e mediazione interlinguistica e interculturale.
 

Andrea Babbi

Amministratore Delegato APT servizi Emilia-Romagna
Sposato con quattro figli Andrea Babbi è nato e vissuto a Ravenna, tutta la sua formazione, gli studi, si sono svolti invece a Bologna.
A trent’anni Andrea Babbi diventa direttore regionale della Confcommercio Emilia Romagna. E' stato membro dell’Advisory Board ENIT – Agenzia nazionale del turismo. E' Presidente del Comitato Territoriale Emilia Est-Romagna di UniCredit Group.
Dal 2006 è Amministratore Delegato dell’Azienda di Promozione Turistica della Regione Emilia Romagna.
Comitato di Direzione "Economia dei Servizi" ed. Il Mulino .
 

Marco Brizzi

direttore di ARCH'IT
Insegna presso la California State University a Firenze e la Kent State University a Firenze. Si interessa di problemi di storia e critica dell'architettura, dei rapporti tra innovazione tecnologica e progetto, con particolare attenzione alle nuove tecnologie di comunicazione. Dirige la rivista ARCH'IT www.architettura.it, dal 1995 prima piattaforma digitale di informazione sull'architettura contemporanea. Animatore di iniziative dedicate alla promozione dell'architettura contemporanea e allo sviluppo di tecnologie digitali, dal 1997
cura il festival BEYOND MEDIA (www.beyondmedia.it), una delle principali iniziative al mondo dedicate alle più attuali visioni sull'architettura contemporanea. Con Image (www.image-web.org) promuove l'adozione di sistemi di comunicazione del progetto.
 

Nick Baerten

Futurologo
Nik Baerten è uno dei fondatori di Pantopicon, uno studio che si occupa di esplorare ed immaginare il futuro, con sede ad Anversa, in Belgio. Con i partner e i clienti, Pantopicon studia le sfide che potrebbe portarci il futuro, ne valuta il significato, cerca le strategie vincenti per un domani di successo e concettualizza prodotti, servizi ed esperienze che guardano al futuro. Pantopicon guida i clienti, sia pubblici che privati, a pensare, progettare e comportarsi come se il futuro fosse già oggi. Nik Baerten ha studiato ingegneria della conoscenza e ha trascorso diversi anni presso il Dipartimento del Centro etnografico digitale dell’Istituto McLuhan di Maastricht, nei Paesi Bassi, dove si è occupato di ricerche multidisciplinari sempre con uno sguardo rivolto al futuro.
 

Stefano Boeri

Architetto e Urbanista
Nato a Milano (1956) è architetto e urbanista.
 E’ docente di Progettazione Urbanistica presso il Politecnico di Milano e visiting professor alla Graduate School of Design dell'Harvard University.
Da Settembre 2007 dirige la rivista internazionale Abitare. Dal 2004 all’aprile 2007 è stato direttore di Domus.
Stefano Boeri è fondatore dell’agenzia di ricerca Multiplicity www.multiplicity.it con la quale ha realizzato, nel 2002, “U.S.E. Uncertain States of Europe”, una ricerca sul futuro dell’Europa (Skira, Milano 2004). Tra i progetti di rilievo: la riqualificazione dell’arsenale di La Maddalena in Sardegna, la nuova sede di RCS a Milano, il Centro di Ricerche sul Mediterraneo a Marsiglia.
A Milano, è parte della consulta d'architettura per la redazione del masterplan per EXPO 2015; sta seguendo due progetti attenti all'emergenza ambientale: il "Metrobosco" (un anello di boschi e parchi agricoli attorno a Milano) e le due torri del "bosco verticale" per il quartiere Isola. www.stefanoboeri.net .
 

Giacomo Bizzarri

Docente e Ricercatore Responsabile E-FAF, Laboratorio di Energetica della Facoltà di Architettura di Ferrara
Ricercatore di Fisica Tecnica Industriale e Professore Aggregato presso Facoltà di Architettura, Università di Ferrara, dove è coordinatore del Settore Energia del Centro Architettura Energia e Responsabile Laboratorio di Energetica.
Autore del Piano Energetico del Comune di Reggio Emilia 2006-2008. E’ autore di quarantacinque articoli scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali.
 

Chiara Baglione

Architetto e Storica dell'Architettura
Architetto e storica dell’architettura, ha conseguito il dottorato in Storia dell’Architettura presso l’Università IUAV di Venezia (2001). Dal novembre 2008 è ricercatrice presso la Facoltà di Architettura e Ingegneria dell’Università Kore di Enna, dove insegna Storia dell’architettura contemporanea e Storia della città. Insegna anche presso la Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano. Dal 1989 fa parte della redazione di «Casabella».
Autrice di numerosi articoli e saggi apparsi su riviste specializzate e libri collettanei, ha pubblicato nei volumi Giuseppe Terragni. Opera completa (Electa, Milano 1996); Storia dell’architettura italiana. Il Seicento (Electa, Milano 2003). Sempre per Electa, ha curato il volume Pietro Lingeri (Electa, Milano 2004). È inoltre autrice dei volumi Nuovi Antichi. Committenti, cantiere, architetti 1400-1600 (con altri, Electa, Milano 2004) e il recente Casabella 1928-2008 (Electa, Milano 2008).
 

Shigeru Ban

Architetto
Nota biografica
Shigeru Ban, nato a Tokyo nel 1957, ha frequentato la Southern California Institute of Architecture e si è laureato alla Cooper Union School of Architecture nel 1984. Nel 1985 ha fondato la Shigeru Ban Architects, uno studio privato a Tokyo. Nel 1995 ha iniziato a lavorare come consulente per l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite e nello stesso periodo ha fondato una ONG, Voluntary Architects’ Network (VAN). Noto per i suoi lavori innovativi, come la Curtain Wall House, il Padiglione Giapponese all’EXPO 2000 di Hannover, il Nicolas G. Hayek Center, il Centre Pompidou-Metz, il suo studio di architettura ha oggi tre sedi, a Tokyo, New York e Parigi. Nel contempo ha contribuito con la sua conoscenza, capacità ed energia a progetti di soccorso in seguito a disastri naturali come Paper Log House (Kobe, Giappone, nel 1995; Turchia nel 2000, India nel 2002), Paper Church (Kobe, 1995), Temporary Elementary School (Chengdu, Cina 2008) e Container Temporary Housing (Onagawa, Giappone, nel 2011). Ha ricevuto numerosi premi, tra i quali il Thomas Jefferson Foundation Medal in Architecture (2005), l’Ordre des Arts et des Lettres in Francia (2010) e l’Auguste Perret Prize (2011). Ban ha fatto parte della giuria del Pritzker Architecture Prize dal 2007 al 2009 ed è stato professore presso la Keio University, Giappone, dal 2001 al 2008, “visiting professor” presso la Harvard University Graduate School of Design, “visiting professor” presso la Cornell University (2010); è professore presso la Kyoto University of Art and Design dal 2011.
 

Cini Boeri

Architetto e Designer
Nota biografica
Cini Boeri, laureata al Politecnico di Milano nel 1951, dopo una breve collaborazione nello studio di Gio Ponti, lavora per un lungo periodo nello studio di Marco Zanuso.
Inizia la propria attività professionale nel 1963, occupandosi di architettura civile e disegno industriale. Ha progettato in Italia e all’estero case unifamiliari, appartamenti, allestimenti museali, uffici, negozi, dedicando grande attenzione allo studio della funzionalità dello spazio e ai rapporti psicologici tra l’uomo e l’ambiente. Nell’ambito del disegno industriale si è occupata in modo particolare del progetto di elementi per l’arredo e componenti per l’edilizia.
Ha tenuto conferenze e lezioni presso diverse università in Italia e dall’estero, a Berkeley, Barcellona, al Nucleo del De seno Industrial di Sao Paulo, al Collegio degli Architetti di Rio de Janeiro, alla Cranbrook School di Detroit, alla Southern California Institute of Architecture di Vico Marcote (CH), al Pacific Design Center e alla UCLA di Los Ang eles.
Negli anni ’81-’83 ha svolto, presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, corsi di Progettazione architettonica e di Disegno industriale e arredamento.
Membro del Consiglio di Amministrazione della XVI Triennale di Milano. Ha partecipato a numerose giurie di concorsi internazionali.
Premi e riconoscimenti:
Milano, Compasso d’Oro, menzione (1970), Milano, Premio Compasso d’Oro, Strips (1979), Ljubljana, medaglia d’oro per port a “Rever”, BIO 10 (X Bienniale Disegno Industriale) (1984), Stoccarda, Design Center Stuttgart, premio “Design ’85” per la collezione “Prisma” (1984), New York, Roscoe Prize (1984) Stoccarda, Design-Auswahl ’90 (1990), Milano, Medaglia d’oro “Apostolo del Design”, Sala Puricelli, Fiera di Milano - Rima Editrice (2003), Milano, premio Dama d’Argento “Gli uomini e le donne che fanno grande Milano - I Maestri del Design” Spazio Ferrè - Associazione Amici de l Museo Poldi Pezzoli (2006), Milano, premio “Milano Donna”, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi (2007), Firenze, premio “Piramidi dell’Accademia Italiana”, teatro Saschall, Accademia Italiana (2008), Los Angeles, “The IIC Lifetime Achievement Award” Istituto Italiano di Cultura (2008), Chicago, premio “Good Design Award” (2008), Roma, XXII Compasso d’Oro ADI, Compasso alla Carriera (2011), Roma, al Merito della Repubblica Italiana nominata Grande Ufficiale della Repubblica (2011).
Ha pubblicato:
Le dimensioni umane dell’abitazione, Franco Angeli editore, Milano 1980
saggio, La dimensione del dome stico, in M. Bertoldini (a cura di), La casa tra tecniche e sogno , Franco Angeli editore, Milano 1988
saggio, Progettista a committente, in Struttura e percorsi dell’atto progettuale, Città Studi, Milano 1991
C. Avogadro (a cura di), Cini Boeri, architetto e designer, Silvana Editoriale, Milano 2004
 

Renaud Batier

Direttore Cerame-Unie
 

Liliana Bazzanella

Architetto, docente di tecnologia dell'architettura e direttore del dipartimento di Progettazione architettonica e di Disegno industriale - Politecnico di Torino.
Nota biografica
Nei molti anni di ricerca e didattica i temi affrontati, frequentemente in gruppi multicompetenze, hanno investito le tante scale del progetto architettonico:da quella territoriale l'architettura alla 'grande scala', il paesaggio e l'ambiente costruito- a quella di dettaglio, di cura del particolare -inteso come linguaggio e arte del buon costruire-. L'intervento nel tessuto delle periferie delle città, il recupero delle aree industriali dismesse, le potenzialità e le criticità della diffusione urbana, l'architettura delle infrastrutture come motore, anche formale, delle trasformazioni dei luoghi dell'abitare, hanno costituito il terreno di studio privilegiato, spesso condotto per enti pubblici. Il confronto con altri punti di vista specificamente disciplinari è stato un modo di lavoro perseguito con continuità, e oltre alle consuete figure che si raccolgono intorno alla progettazione architettonica - strutturisti, fisici tecnici, urbanisti,valutatori -, ha coinvolto geografi, sociologi, esperti di viabilità, in un rapporto consolidato ormai da un decennio sia in ambito di programmi europei e nazionali che di didattica,  numerosi artisti e docenti dell'accademia di arti visive. Ha pubblicato libri e articoli, in Italia e all'estero.
 

Mauro Bazzi

Consigliere Associazione svizzera piastrelle
Nota biografica
Mauro Bazzi, 52 anni, è titolare e direttore della Bazzi Piastrelle, di Locarno (Svizzera)
E’ membro onorario della SPV Associazione svizzera delle piastrelle.
www.bazzi.ch
www.plattenverband.ch
 

Marcello Balzani

Responsabile Scientifico Piattaforma Costruzioni e Laboratorio TekneHub del Tecnopolo dell'Università di Ferrara
Nota biografica
Marcello Balzani è nato a Forlì il 5 agosto 1962. Professore Associato presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara ha insegnato presso gli Atenei di Firenze, Ferrara.  Come Direttore del Centro per lo Sviluppo di Procedure Automatiche Integrate per il Restauro dei Monumenti – DIAPReM (Development of Integrated Automatic Procedures for Restoration of Monuments) dell’Università degli Studi di Ferrara è responsabile scientifico di decine di progetti di ricerca nazionali e internazionali che coinvolgono la sua attività in diverse aree archeologiche (Pompei, Benevento, Roma) in contesti monumentali (Pisa in piazza dei Miracoli, Michelangelo a Firenze, Leon Battista Alberti a Mantova, Ferrara, Firenze e Rimini e all’estero a Malta nella cittadella fortificata di Gozo, a Città del Messico, al Cairo e a Salvador de Bahia.) e in rapporto alle problematiche di vari centri minori italiani in molte regioni della penisola. In questi anni di direzione sviluppa accordi con Centri di ricerca, Ministeri e Soprintendenze, Centri Studi e coinvolge il DIAPReM in attività di collaborazione scientifica, industriale e di accordi di formazioni in Italia e all’estero. Dal giugno 2008 è Vice-Direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara. Dal marzo 2010 è Responsabile Scientifico del Laboratorio TekneHub del Tecnopolo dell’Università di Ferrara afferente alla Piattaforma Costruzioni Rete Alta Tecnologia Regione Emilia-Romagna e dall’ottobre Responsabile Scientifico della Piattaforma Costruzioni. È membro dell’Unione Italiana per il Disegno, dell’Istituto Nazionale di Urbanistica e della Focus Area Cultural Heritage, Horizontal Issue “Archaeology”, del European Construction Technology Platform. È stato membro di giuria e presidente di giuria di concorsi e premi di architettura nazionali ed internazionali, tra i quali Premio “Innovazione e Qualità Urbana”, Premio internazionale “Architettura Sostenibile”, Premio internazionale “Domus Restauro Architettonico”, che ha contribuito a fondare e sostenere. Afferisce al Centro “Architettura>Energia” del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara ed è responsabile scientifico del WebgisLab del Consorzio Ferrara Ricerche. È Direttore delle riviste di architettura Paesaggio Urbano e Architetti, idee cultura e progetto.
marcello.balzani@unife.it
 

Giorgio Bianchi

Senior Partner RPBW
Nota biografica
Nato nel 1957, studia Architettura all’Università di Genova. Fra il 1986 e il 1994 lavora, presso lo studio di Genova, ai più  importanti  progetti di quel periodo, compresa la ristrutturazione del porto di Genova. Nel 1995 entra a far parte dell’ufficio di Parigi, diventandone uno dei soci nel 1997. Ottiene  l’incarico del progetto di ampliamento della Biblioteca Morgan di New York e  attualmente  sta lavorando al progetto del Centro Culturale della Fondazione Stavros Niarchos di Atene.
 

Jain Bijoy

Mumbai studio (India)
Nota biografica
L'architetto Bijoy Jain ha studiato e lavorato negli Stati Uniti e in Europa prima di tornare alla sua nativa India per aprire Studio Mumbai. Al suo arrivo, fu colpito da come l'architettura indiana si era occidentalizzata, perdendo le sue origini nel processo. Jain non mette in discussione la professionalità di costruzione, ma riflette invece sul fatto che i progetti sono semplicemente copie di architettura occidentale. E 'stato così portato a creare uno studio dove muratori, falegnami, scalpellini e altri artigiani non sono tenuti ad eseguire, ma sono invece considerati come consulenti in ogni passo del cammino. Ciò consente una riscoperta della loro tradizione e l'uso sostenibile delle risorse locali in una via ben collaudata.
Bijoy Jain incarna su di sé l’unione della cultura occidentale con quella indigena indiana. Dopo aver aperto il suo studio a Mumbai, ha sviluppato diversi progetti d’architettura che potessero offrire una risposta alle problematiche nate in India a seguito della globalizzazione, dove la crescita economica incontrollata spesso ha sacrificato senza scrupolo le risorse del paese. Contro questo caro tributo si è scontrato l’architetto promuovendo architetture, come il progetto Palmyra House nei pressi di Mumbai, attente alle condizioni climatiche, rispettose del genius loci, sostenibili nella scelta dei materiali e in equilibrio con la natura circostante
E’ stato premiato nella terza edizione del GLOBAL AWARD FOR SUBSTAINABLE ARCHITECTURE 2009.
E’stato presente alla passata edizione della Biennale di Architettura di Venezia con la Mostra WorkPlace, ad opera del suo Mumbai studio.
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